L’ansia del enoreidnab (bandierone al contrario !)

di Tatiana Stefanini

Federica è una donna che sta al di fuori degli schemi femminili consueti.
Atletica, impavida, superorganizzata.
Una tostissima!
Quando la vedi arrivare guidando come un pilota di F1 la sua Mini rosso fuoco, capisci che è di un altro pianeta.
Diverso dal tuo.
Fatto di dolori sciatici e flaccidità.
Non c’è nulla che possa impensierire “superChicca”, neppure nei momenti di maggior tensione, salvo l’apertura dei “bandieroni”.
Sapete già di che parlo!
Ad agosto, con la maggior parte delle aziende chiuse per ferie, era riuscita a reperire il prezzo migliore sul mercato ed a convincere il produttore, sulla parola, a mettere in lavorazione l’inconsueto manufatto di dimensioni ciclopiche.
Era pure sopravvissuta, quasi indenne – anche se dice d’aver perso 10 anni di vita- al mio controllo merce ed alla successiva concitata telefonata del 13 settembre, nella quale avvisavo la combriccola che la ditta doveva aver sbagliato gonfalone e che quello arrivato, a me, pareva essere più la bandiera della Lucchese che la faccia di Claudio.
(25 metri x 15 non sono facili da dispiegare e le immagini , viste da vicino, non si distinguono nitidamente.
Vale come misero tentativo di discolpa!).
Giorno fatidico.
La nostra fuoriclasse non si risparmia.
Percorre con l’agilità atletica e la scioltezza di una gazzella i 14.901 gradoni dell’Arena, malgrado l’afa sfibrante veronese. Distribuisce senza sosta la triade colorata di fogli e riesce anche ad immortalare, con la sua Reflex, gli istanti salienti di quelle ore pomeridiane, in perfetti fotogrammi da consegnare alla storia.
Tuttavia….qualcosa turba anche gli impavidi coraggiosi, come lei.
L’ansia!
Espressione di un conflitto interno che il nostro io mette in campo per impedire a sentimenti e pensieri inaccettabili di giungere a consapevolezza.
Ecco, il suo pensiero ostile, pungolante, ma soprattutto …inaccettabile,  era quello di immaginare le 6 enormi facce di Claudio, corredate dalla celebrativa scritta “50 anni di noi e di te”, all’opposto.
Insomma, mento in su e testa in giù, sottotitolato da incomprensibili lettere sottosopra! Il tutto in diretta Rai!
Che avrebbe mai letto il Sommo, che avrebbero visto quelli davanti alla tv ?
Che sarebbe stato di noi ?
(Si precisa che lo stendardo non è dotato di alcun accorgimento che aiuti nel riconoscimento dell’ up & down).
Non essendoci possibilità di eventuali repliche nel dispiegamento, occorreva che tutto funzionasse al primo tentativo.
Quindi, dopo aver raccolto il drappo, del modico peso di 56 Kg, in forma tubolare (a salame!), dopo arcigni confronti su dove, in quale versante dell’anfiteatro aprirlo, finalmente il vessillo trovò il suo posto di collocamento.
SuperChicca, prima di posizionarlo, abbondò prudenzialmente di scotch colorato, marcando per bene il perimetro di tutto il lembo, con lo scopo di contrassegnare il lato giusto, quello da tenere fermo tra le mani, mentre il resto sarebbe sceso sulle teste sottostanti.
Al termine di quel pomeriggio, con l’imperturbabile aria impostora di chi ha tutto sotto controllo, o quasi, il drappello di volontari, con la nostra eroina in testa, uscì dall’Arena.
Lo stendardo era stato messo là, tra il secondo ed il terzo pilone, lato Gianolio, decima fila dall’alto. Non ci si poteva sbagliare!
Ben appoggiato a terra, arrotolato stretto, con il lembo superiore in evidenza.
Eccoci, le 20 e 30, quasi in dirittura di arrivo!
Si prende posto e si butta l’occhio nel punto X e …… AHHHH!…..lo stendardo non c’è più!
La security, ritenendolo d’impiccio, l’aveva prelevato e spostato in un altra zona che, dopo un primo momento, contrassegnato da battiti cardiaci accelerati, dilatazione delle pupille e maggior flusso sanguigno verso i muscoli, in altre parole infarto, venne da noi identificato. Con un sospiro di sollievo di tale intensità da riverberare l’Arena intera.
Il salame tornò al suo posto!
Che non è proprio come “la musa tornò al suo museo”, ma quasi!
Vi chiederete perché continuiamo a tediarvi con questi racconti, nonostante siano trascorse settimane ed oramai sia tempo di ripartire per altri viaggi ?
Ebbene, perché ancora non ci siamo riprese da un’ottovolante di emozioni da cardiopalma come quelle di quei giorni!
Una sorta di outing riabilitativo!

bandierone al contrario

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