Il mio primo raduno

di Cristina Benzoni

Non é leggenda ma una storia vera: Il primo raduno non si scorda mai.
E per sempre lo ricorderò.
Perché è stato immenso e perché tu sei stato immenso, perché non doveva essere ed è stato, perché l’ho condiviso con Eli, amica e complice da sempre.
Lo aspettavamo da tanto e certe attese si riempiono di sogni e fantasie che poi si corre il rischio finiscano deluse.
Perché, in fondo, poteva trattarsi solo di un altro concerto. Di certo fantastico, ma pur sempre “solo” un altro concerto.
E così accade che la realtà superi il sogno e l’aria sia diversa, non solo informale ma via via più familiare: succede che i radunanti socializzano e ridono e cantano e si raccontano pezzi di vita perché comprendono di non essere “estranei tra la gente” e non per caso sono lì insieme, ma uniti tutti da quella bellezza che cade lontano…ma non troppo e che ancora lì farà rincontrare; succede che il tempo dell’ adunanza non basti nè agli adunati, nè all’adunante e si dilati sconfinando oltre il “tempo consono”.
Succede che l’adunatore giochi a carte coperte ed ogni tanto cali l’asso e le note e le parole si infilino dentro, scavando nella memoria dei ricordi e mettendo a nudo le sensazioni di un passato rimosso. E succede allora che quelli giù dal palco non sono impreparati e con un pizzico di magia ricamino la platea e lui non può far altro che commuoversi ed inchinarsi.
C’è un guardarsi ed annusarsi e rispettarsi …e che importa se si sbaglia qualche parola o se si battono le mani fuori tempo? È un volersi bene anche per questo, perché quanto stai in famiglia stai piu comodo, ti presenti con abiti informali anche se poi proprio in famiglia vuoi fare la meglio figura e un po’ di strizza si fa avanti.
E di colpo quattro ore sono passate e salutarti é struggente perché un raduno non è solo un concerto, è- etimologicamente- CUM-CIO, “andare con”.
E allora andiamo avanti insieme, Oltre questi primi 50 anni, perché è già tempo di ricamare nuove tele ed incontrare vecchi e nuovi amici.
Prima però asciugo le lacrime che scendono copiose, sarà l’età o la stanchezza ma fatico a trattenere queste emozioni…del resto “l’alternativa era peggio”.

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