Un mondo a forma di te

di Tatiana Stefanini

Una delle cifre che contraddistinguono da sempre, prima l’Uomo e poi l’Artista, Claudio Baglioni, è indubbiamente la gentilezza. Certamente per inclinazione, ma forse anche per una sorta di sublimazione della timidezza innata. Non credo si possa mai smettere d’essere timidi, pure se sei un personaggio pubblico! Claudio è un uomo che sa essere gentile nelle più diverse situazioni e con le persone più differenti, che riesce a trovare immediatamente quelle parole che fanno del bene, evitando quelle che fanno male. Sa intuire ed interpretare le attese di chi incontra e cerca, per quanto gli sia possibile, di corrisponderle. Anche se sono le 3 di notte e piove e sta uscendo da un palazzetto ormai chiuso da ore e vorrebbe solo andare a dormire. Non dimostra mai impazienza ed indifferenza, noncuranza o disattenzione, e credo che riesca , a modo suo, ad interpretare non solo le parole, ma anche gli sguardi dei volti della gente, le richieste mute e silenziose di sogni che vengono da lontano. Come se disponesse di un ponte che gli consente di varcare i confini propri e partecipare all’interiorità degli altri. Come riuscisse a scambiarsi la pelle, con chi gli sta davanti. Non è da tutti, non è per tutti! Durante la conferenza di presentazione del “suo Sanremo”, quella dello scorso 9 gennaio, uno dei concetti da lui espressi che più mi hanno colpito, è stato proprio questo. Stava lavorando ad un Festival garbato. Garbo, un concetto assai démodé per questa nostra società, dove ti insegnano che occorre “asfaltare” il prossimo e che è spregevole passare per deboli. Alla fine è riuscito, non solo nell’impresa di rimettere la musica al centro, ma anche ad andare controcorrente, garbatamente, ma in maniera inesorabile. Ha scandagliato le parole, e non solo quelle delle canzoni, ha riportato ed imposto la gentilezza, del tutto bistrattata, in uno spettacolo televisivo, in uno spazio mediatico. L’Oscar meriterebbe per ciò che è riuscito a fare! D’altra parte tutta la sua musica e la sua poetica sono sempre state ispirate dall’accoglienza, dalla comprensione delle debolezze e delle fragilità, delle angosce e delle attese, che sono parte della vita, dal rispetto e dal pudore assoluto della sensibilità altrui. Rammentate gli Uomini persi ? Non derelitti, ma bambini persi dal mondo o nel mondo. Ma quanto sarebbe più luminoso e diverso e migliore il nostro mondo se fosse più gentile, se fosse un po’ più a forma di Cucaio ?!

foto per post

Un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...